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Quel termine “handicap” da bandire. Chiediamolo insieme

Sui moduli che l’Inps utilizza per il riconoscimento dell’invalidità si usa ancora “handicap”, un termine desueto e poco inclusivo. L’istituto si rifà alla legge di riferimento (la 104 del ’92), che però nel frattempo è stata modificata. E non è l’unico ente a non essersi adeguato. Chiediamo insieme che venga bandito da tutti un termine poco inclusivo. Le parole contano.

13 maggio 2026
editoriale di Alessandro Sessa
ragazzo su sedia a rotelle con accompagnatrice al tramonto

Il termine “handicap”, riferito a persone con disabilità, non si usa più da anni, perché considerato discriminatorio, o quanto meno irrispettoso. Eppure c’è chi lo usa ancora, perfino lo Stato.

Qualche giorno fa mi è capitato in mano il documento che l’Inps utilizza per il riconoscimento dell’invalidità. Mi ha colpito molto leggere, su quei fogli, il termine “handicap”, che è stato in un certo senso “bandito” da anni, perché per nulla inclusivo. Che a usarlo sia un ente pubblico, penso sia un ulteriore elemento di preoccupazione. Ho deciso allora di prendere il telefono e chiamare l’Inps, per chiedere spiegazioni. La risposta che mi hanno dato è risultata poco aggiornata: l’istituto attribuisce la responsabilità alla legge 104 del ‘92, alla quale dichiara di diversi attenere. Dimenticando, però, che la legge è stata modificata un paio di anni fa, proprio nella parte in cui fa riferimento ai termini da usare: non più “handicap”, ma “condizione di disabilità” o “persona con disabilità”, quando si fa riferimento all’individuo.

 

campagna le parole contano

 

Inps, peraltro, non è l’unico ente a non essersi adeguato: ho trovato lo stesso termine (sbagliato) sul sito del Comune di Milano, nella sezione relativa alla richiesta dei pass per l’auto. Ed è verosimile che, in giro, ci siano anche altri casi analoghi, altrettanto stigmatizzabili. Può sembrare una questione di poco conto, di pura forma. Ma non è così. Le parole hanno un loro peso e dicono tanto della società che vogliamo costruire, se all’insegna dell’indifferenza o dell’inclusione. Pe questo abbiamo deciso di attivare un’iniziativa per cambiare questa situazione: vi invitiamo a partecipare, segnalandoci casi di definizioni inopportune. Trovate tutto qui. Se una parola è sbagliata, cambiamole insieme.