Può un mezzo di trasporto salvare e cambiare la vita? Decisamente, sì. Parola di Pietro Franzese, trentenne brianzolo di Limbiate, che ha fatto della bicicletta il suo lavoro, raccontando i suoi viaggi e la passione per le due ruote su canali social sempre più seguiti. Una passione che risale ai tempi della scuola, mentre la svolta professionale è arrivata durante la pandemia. Oggi Pietro vive a Milano, pedala molto, racconta e si racconta la sua quotidianità e le sue esperienze su seguitissimi canali social. Una storia d’impegno civico quotidiano che meritava di essere raccontata.
“Tutto si può fare in bici”
Dalla strada più bella d’Irlanda alle cinque ciclabili più belle del 2024, dai cambi ai caschi, dalle novità di Komoot (l’app che raccoglie i più importanti percorsi a piedi e in bici di tutto il mondo) al progetto di viaggio a Bangkok, dagli Appennini agli Stati Uniti coast-to-coast. Ne son passati di chilometri e terreni, sotto le ruote di Pietro. Anche perché in sella non sale soltanto per viaggi e sfide, ma ne ha fatto una sostenibile quotidianità: “Uso la bici per fare qualsiasi cosa, sia per andare a eventi gravel sia percorsi in bicicletta. Tutto può essere fatto in bici – racconta – magari con l’ausilio del treno, come ho fatto di recente per andare all’Eroica, una storica manifestazione cicloturistica che si svolge nel senese su strade bianche e con bici e abbigliamento d’epoca. A volte capita di doverne cambiare diversi e viaggiare diverse ore, ma sul treno ho tutto il tempo a disposizione per fare diversi lavori”. La felicità di Pietro è essere riuscito a coniugare due passioni: raccontare eventi e percorsi e vivere pedalando.
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