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La plastica buttata in aeroporto riempirebbe la cupola di San Pietro: la rivoluzione parte dalla borraccia

Ogni anno milioni di bottigliette di plastica finiscono nei rifiuti degli aeroporti italiani, spesso ancora mezze piene. Eppure, basta una borraccia vuota per evitare sprechi e ridurre l’impatto ambientale dei viaggi. Tra nuove regole sui liquidi e fontanelle gratuite sempre più diffuse, cambiare abitudini in aeroporto oggi è più facile di quanto sembri.

21 maggio 2026
borraccia acqua aeroporto

A chi non è capitato di arrivare ai controlli di sicurezza dell'aeroporto con una bottiglietta d’acqua ancora mezza piena e doverla buttare all'ultimo momento? Già, perché è vero che dal 2025 le nuove regole sui liquidi nel bagaglio a mano permettono finalmente di portare in cabina contenitori fino a 2 litri, ma solo negli aeroporti dotati di scanner di ultima generazione: per ora appena cinque in tutta Italia (Roma Fiumicino, Milano Linate, Milano Malpensa Terminal 1, Bologna, Torino).

Negli altri scali resta in vigore il vecchio limite: niente trasporto di liquidi oltre i 100 ml durante i controlli di sicurezza. Il risultato è sotto gli occhi di tutti i passeggeri: una mole di contenitori di plastica usa e getta, spesso pieni a metà, che finiscono nei bidoni dei rifiuti prima di raggiungere i gate, con un impatto ambientale tutt’altro che trascurabile. In alcuni aeroporti è stato necessario persino installare dei compattatori per gestire la montagna di bottiglie accumulate ai varchi di sicurezza.

I numeri del problema

Il fenomeno cresce insieme al traffico di passeggeri, in costante aumento. Secondo l'Enac (Ente nazionale per l'aviazione civile), nel 2025 oltre 229 milioni di viaggiatori sono transitati negli aeroporti italiani, con un incremento del 5% rispetto all'anno precedente. Se in tutti gli scali italiani ogni passeggero consumasse anche una sola bottiglietta d’acqua da mezzo litro, in un anno si produrrebbero circa 2.757 tonnellate di rifiuti di plastica.

Per rendere meglio l'idea, la stessa quantità di bottigliette di plastica vuote e non compattate occuperebbe circa 250mila metri cubi, pari al volume della Sagrada Familia di Barcellona. Oppure, considerando solo i 10 principali aeroporti italiani, le oltre duemila tonnellate di rifiuti di plastica stimate equivarrebbero a circa tre o quattro volte il volume della cupola della basilica di San Pietro a Roma.

Eppure la soluzione di un problema così ingombrante, oltre che inquinante, è davvero semplice e ognuno di noi può fare la sua parte. Come? Ricordandosi di mettere nel bagaglio a mano una borraccia vuota. 

Dopo i controlli di sicurezza

Raggiunta l'area d’imbarco, infatti, il limite per i liquidi non vale più ed è permesso non solo procurarsi acqua e altre bevande oltre i 100 ml, ma anche portarle a bordo e consumarle dopo il decollo.

Abbiamo volutamente usato il termine "procurarsi" perché l’acquisto di costose bottigliette d’acqua nei bar o ai distributori non è né l’unica possibilità, né quella più sostenibile per far scorta di liquidi. Una priorità durante i voli aerei, visto che in cabina  tra aria secca e ricircolo continuo  la disidratazione è maggiore e ricordarsi di bere spesso è essenziale per il benessere dell'organismo.

L'alternativa più semplice, green ed economica è riempire una borraccia o una bottiglietta riutilizzabile con acqua potabile. Indipendentemente dal materiale, infatti, i contenitori vuoti possono passare senza problemi anche ai controlli di sicurezza.  

Ottimo... a patto che, raggiunta l'area d'imbarco, l'operazione-rifornimento sia rapida e agevole.  

Dove riempire la borraccia in aeroporto

Fino a qualche anno fa, trovare una fonte per riempire le borracce o le bottigliette vuote in aeroporto poteva rivelarsi una vera impresa. Solo chi viaggiava all'estero poteva contare su una fontanella di benvenuto per far rifornimento senza problemi. Dal 2025 la situazione è migliorata anche da noi e oggi in oltre 22 aeroporti sono già stati allestiti distributori di acqua gratuita nella zona d'imbarco.

Oltre a Milano Malpensa e Linate, Napoli, Bologna, Cagliari, Torino, Olbia e Alghero, dove i refill point sono disponibili da tempo, a Catania le fontanelle sono già state installate e sono in corso le analisi dell’acqua in vista dell’attivazione.

Negli aeroporti di Rimini, Genova e Grosseto, dove il flusso di passeggeri è fortemente stagionale, l'acqua gratuita è assicurata tramite boccioni o con apposita segnaletica nei pressi dei rubinetti dei bagni.

Anche a Roma Fiumicino è possibile riempire le borracce con acqua potabile grazie a 19 erogatori complessivi tra Terminal 1 e Terminal 3. In più, nelle toilette sono presenti rubinetti che erogano acqua potabile, indicati da un apposito cartello. A Roma Ciampino sono disponibili 5 erogatori, mentre all'aeroporto di Venezia ce ne sono 11 e tutti i rubinetti nei bagni dei terminal garantiscono acqua potabile. Treviso conta 3 erogatori e Verona 4. Negli aeroporti di Bari e di Brindisi, infine, sono presenti 2 erogatori e tutti i bagni consentono di riempire la borraccia.  

Cosa fare se non si trovano le fontanelle

E se le fontanelle mancano o non si trovano? La cosa migliore è chiedere informazioni alle aree ristoro dei gate d'imbarco: spesso i punti acqua si trovano nelle zone di maggiore densità dei passeggeri in arrivo, che possono essere diverse da quelle più battute da chi parte. Anche gli operatori della zona d’imbarco possono dare indicazioni utili.

L'ultima opzione è controllare i rubinetti dei bagni: in alcuni casi è presente l'indicazione "acqua potabile", che segnala la possibilità di riempire borracce e bottigliette per far scorta di acqua prima di salire sull'aereo.

Consigli pratici per ridurre la plastica durante i viaggi

Secondo Altroconsumo, la borraccia riutilizzabile è una delle soluzioni migliori per avere sempre a disposizione acqua da bere e limitare la produzione di rifiuti di plastica. Portarla sempre con sé, poi, non è utile solo in aeroporto, ma in molte altre occasioni durante il viaggio o la vacanza: per esempio al ristorante, dove è possibile portare via l’acqua minerale non consumata, o durante una gita naturalistica, per fare rifornimento con l'acqua di sorgente quando si rimane "a secco".

Ma le bottigliette d'acqua non sono l’unica fonte di plastica che si accumula mentre si viaggia. Per ridurre al minimo la produzione di rifiuti,  può essere utile mettere in valigia:

  • flaconcini riutilizzabili per saponi e altri prodotti per l’igiene personale;
  • sacchetti di diverse misure per organizzare il bagaglio prima e durante il viaggio.

Un altro consiglio è scegliere i prodotti solidi per l'igiene personale (saponette, shampoo, dentifricio), molto comodi quando ci si sposta perché riducono o eliminano del tutto la presenza di acqua, sono più leggeri e scongiurano il rischio di versamenti accidentali in valigia.

Piccoli accorgimenti semplici da adottare, che possono fare davvero la differenza nella quantità finale di plastica prodotta durante il viaggio.