giovedì 08 febbraio 2024

Viaggiatori responsabili si nasce o si diventa

Un vademecum con le scelte di viaggio, le buone pratiche e i comportamenti corretti per abbandonare i panni di “turisti per caso” e indossare quelli di “viaggiatori responsabili”, che hanno imboccato la strada di un turismo più rispettoso. Capace, cioè, di tutelare l’ambiente, avvantaggiare (non danneggiare) le comunità locali e preservare l’integrità culturale del luogo. 

Altroviaggiare
di Lorenza Resuli
persona raccoglie bottiglia dal mare

Responsabilità e sostenibilità si muovono sempre insieme. E sono le migliori compagne di viaggio del turista consapevole, perché gli permettono di godersi una nuova esperienza in piena armonia con l’ambiente, la comunità ospitante e le culture locali del Paese visitato.  Il turista “responsabile” compie scelte di viaggio “sostenibili” già prima di partire (dalla meta della vacanza, al mezzo di trasporto per raggiungerla, al tipo di struttura ricettiva) e, in loco, conosce e adotta una serie di pratiche e comportamenti che evitano un impatto negativo sull’ambiente, sugli abitanti e sull’economia locale. Quali in concreto? Ecco un vademecum che guida, passo dopo passo, a tutto quello che è utile sapere in ogni fase della vacanza, seguendo anche (ma non solo) le preziose coordinate fornite dall’AITR, l’Associazione italiana turismo responsabile,  attiva dal 1998 proprio per diffondere la cultura e i principi del turismo sostenibile. Che è poi anche uno degli antidoti più efficaci alla piaga dell’overtourism, il turismo di massa mordi-e-fuggi che tanti danni crea in ogni angolo del mondo (Italia compresa).

Il vademecum 

A prescindere dalla meta, un viaggio non dovrebbe mai essere solo una parentesi più o meno lunga di svago, ma anche un’occasione di crescita personale e di conoscenza di altri popoli e culture. A patto di scegliere l’approccio giusto, che significa prima di tutto partire con la mente aperta e curiosa, disposta a immergersi in una nuova realtà senza pregiudizi e idee preconcette, ma soprattutto con grande rispetto. Non dimenticandosi mai, cioè, che si è “ospiti in casa di altri”.

Prima di partire

  • Cercare e scegliere mete meno famose e affollate, spesso altrettanto ricche di fascino e bellezze, visitando quelle più gettonate nei periodi meno frequentati.
  • Preferire i viaggi più lunghi e lenti, che permettono di esplorare a fondo un luogo nuovo, piuttosto che soggiorni brevi, frettolosi e spesso superficiali.
  • Scegliere tour operator e strutture ricettive che applichino concretamente chiare politiche di sostenibilità ambientale ed etica, meglio se “dimostrate” da un marchio di certificazione (Eu Ecolabel, Green key, Blauer Engel, Blue Flag, Bio Hotels, Green Globe, GSTC). Informarsi preventivamente, per esempio, se l’hotel  o il B&B  ha adottato la raccolta differenziata e se è plastic-free, se i prodotti per i pasti sono a km 0 e così via. 
  • Informarsi se l’operatore turistico contribuisce concretamente a far prosperare l’economia locale, per esempio utilizzando personale assunto tra i locali, e se ha un programma ad hoc per preservare le risorse naturali dell’area.
  • Quando è possibile evitare l’aereo (il mezzo che produce più CO2), dando la preferenza a treni, passaggi condivisi e bicicletta. Se proprio non si può rinunciare all’aereo, dare la preferenza alle compagnie impegnate in programmi di compensazione del carbonio (documentabili), ridurre il numero degli scali e usare i biglietti digitali. 
  • In tema di trasporti, meglio evitare anche le navi da crociera, inquinanti per l’aria e tra le più dannose per la barriera corallina.
  • Informarsi preventivamente sugli usi e sui costumi locali, per esempio in tema di mance e negoziazione dei prezzi: ogni Paese ha le proprie consuetudini ed è bene rispettarle. Conoscerle meglio permette anche di visitarlo con maggiore consapevolezza e di vivere un’esperienza più forte. 
  • Imparare qualche parola della lingua locale per comunicare più facilmente con la popolazione, che apprezzerà lo sforzo e sarà più disponibile sia a interagire sia a dare suggerimenti per scoprire angoli segreti o zone poco conosciute del luogo.
  • Mettere in valigia un abbigliamento consono al Paese che si sta per visitare, evitando di portarsi gioielli o altri oggetti costosi (smartwatch, tablet…), che potrebbero essere in contrasto con il tenore di vita degli abitanti e/o fomentare pericolose tentazioni per chi ha poco o niente. 
  • Quando possibile, prenotare online le visite a musei, pinacoteche, siti archeologici ecc: si sarà sicuri di accedere nel giorno voluto e si eviteranno code estenuanti.  

Durante il viaggio

  • Visitare i luoghi a piedi o in bicicletta senza fretta, con curiosità e attenzione per non lasciarsi scappare anche gli angoli più nascosti.
  • Utilizzare il più possibile strutture ricettive, ristoranti e locali gestiti direttamente dalla popolazione locale.
  • Rispettare i monumenti e la natura: lasciare fiori, piante, coralli, sabbia, conchiglie ecc. al loro posto, non disegnare graffiti, non disturbare gli animali ed evitare di dar da mangiare a quelli selvatici. Infine non accendere fuochi in mancanza dell’esplicito permesso.
  • Durante lo snorkeling o le immersioni subacquee non toccare i coralli ed evitare di infastidire i pesci, facendo attenzione a non danneggiare il fragile ecosistema della barriera corallina.
  • Evitare lo spreco di acqua ed energia (risorse non illimitate!), facendo attenzione a lampadine accese, rubinetti aperti, tv lasciata in stand by, docce o bagni inutilmente lunghi, condizionatore in funzione senza una reale necessità. 
  • Evitare il più possibile l’uso della plastica. Usare la borraccia invece della bottiglietta per l’acqua e rifiutare cortesemente i sacchettini di plastica quando si acquistano i souvenir. 
  • Evitare gli sprechi alimentari, prendendo al buffet solo quanto verrà davvero consumato e chiedendo sempre la doggy bag per recuperare il cibo avanzato.
  • Rispettare la raccolta differenziata ed evitare di lasciare rifiuti in giro durante le escursioni. Se mancano gli appositi cassonetti, riportare a casa la spazzatura per buttarla nel luogo giusto.
  • Fare “plogging” durante le passeggiate in natura, raccogliendo e conferendo correttamente i piccoli rifiuti che si trovano sul proprio sentiero (carte di caramelle, sacchetti di plastica, bottigliette).
  • Cercare, chiedere e assaggiare i cibi tipici del luogo e la cucina locale: tutti i popoli del mondo hanno creato piatti buoni, spesso cucinati con ingredienti poveri.
  • Informarsi sull’origine dei prodotti alimentari e sulla possibilità di acquistarli a km 0, magari vistando orti, piantagioni, frutteti, allevamenti.
  • Partecipare agli eventi sociali del posto, ottima occasione per incontrare, conoscere e parlare con chi vive la realtà locale, ma facendo attenzione agli incontri “casuali”, che possono riservare sorprese non sempre positive.
  • Scegliere souvenir di artigiani locali, visitandone le botteghe, ma evitando di acquistare oggetti in avorio, pelle di coccodrillo o altri rettili, corallo, denti di squalo o altre specie vegetali o animali protette. È un reato da combattere, non da incentivare. 
  • Non offrire doni a persone singole, né tantomeno ai bambini, che non devono essere sfruttati come esche per i turisti. Meglio riservare la propria generosità a soggetti collettivi affidabili, impegnati in progetti sociali. 
  • Chiedere il permesso prima di scattare una fotografia a una persona estranea: non è un “pezzo” del paesaggio!
  • Rispettare tutte le religioni, adeguando di conseguenza il proprio abbigliamento e comportamento, soprattutto nei luoghi di culto. 
  • Ricordarsi che lo sfruttamento sessuale non è solo un reato ovunque, ma anche un diffuso scandalo mondiale che lede i diritti umani. L’apparente consenso della vittima è irrilevante e non è fonte di giustificazione. 

Al rientro

  • Tornati a casa, è utile esprimere commenti e recensioni su portali specializzati, ma calibrando i propri giudizi in base alla comparazione tra quanto promesso e quanto ricevuto, non tra quanto ricevuto e quanto desiderato.
  • Ben venga condividere con i propri conoscenti e sui social la propria esperienza di viaggio responsabile, in modo da incentivare a seguire il buon esempio, allargando la rete dei turisti responsabili. 

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