In un’epoca in cui la sicurezza alimentare, la sostenibilità ambientale e la giustizia economica sono diventate priorità globali, anche l’agricoltura torna al centro del dibattito pubblico. Non solo per le proteste che hanno attraversato l’Europa negli ultimi mesi, ma anche per il ruolo chiave che il settore riveste nella nostra vita quotidiana: quello di garantirci cibo, lavoro, equilibrio ambientale.
Per questo, capire cosa pensano i cittadini dell’agricoltura e delle politiche europee che la sostengono è oggi più che mai essenziale. Un’indagine condotta da Beuc, Icrt ed Euroconsumers (l’organizzazione di cui fa parte Altroconsumo, assieme a Test Achat in Belgio, Ocu in Spagna e Deco in Portogallo) tra fine gennaio e inizio febbraio in otto Paesi dell’Unione europea – tra cui l’Italia – ha fotografato le percezioni, le aspettative e le critiche dei consumatori nei confronti della Politica agricola comune, nota come Pac. E i risultati, per quanto coerenti con le tendenze europee, rivelano anche tratti peculiari della sensibilità italiana.
Prima di entrare nel dettaglio dei dati, cerchiamo di capire meglio che cos’è la Pac e perché ci riguarda tutti.
Che cos’è la Politica agricola comune e perché ci riguarda tutti
La Politica agricola comune (Pac) è una delle politiche storiche dell’Unione europea. Introdotta nel 1962, rappresenta ancora oggi quasi un terzo del bilancio comunitario e ha l’obiettivo di sostenere il settore agricolo, garantire un reddito equo agli agricoltori, stabilizzare i mercati, assicurare l’approvvigionamento alimentare e mantenere i prezzi accessibili per i consumatori.
Oggi la Pac è finanziata attraverso due pilastri principali: il Fondo europeo agricolo di garanzia (Feaga), che copre soprattutto i pagamenti diretti agli agricoltori, e il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr), destinato a progetti di sviluppo sostenibile nelle zone rurali. Con la riforma del 2023, la Pac ha introdotto anche nuovi strumenti come gli “eco-schemi”, pensati per incentivare pratiche agricole più rispettose dell’ambiente e del benessere animale. Tuttavia, molti di questi impegni sono stati ridimensionati nel 2024, in risposta alle proteste degli agricoltori in diversi stati membri.
Tra poco la Commissione europea deciderà le regole della Pac per i prossimi anni e speriamo che in parte i risultati dell’inchiesta statistica possano essere di spunto e di stimolo per le decisioni finali.