In fatto di cibo, ognuno di noi gioca la partita della sostenibilità in casa, limitando il più possibile lo spreco alimentare, e fuori dalle mura domestiche, per esempio quando facciamo la spesa al supermercato. Prestiamo attenzione alla sostenibilità dei prodotti confezionati che stiamo per mettere nel carrello? Controlliamo la presenza di certificazioni di sostenibilità sociale e/o ambientale? Siamo in grado di riconoscere il significato dei loghi e dei claim che si trovano sempre più spesso sulle confezioni dei cibi più disparati?
Attraverso un questionario abbiamo interpellato sul tema i soci e i fan che fanno parte della nostra community di ACmakers. Le 1.000 risposte ricevute non hanno valore statistico, ma permettono di farsi un’idea se e quanto la sostenibilità stia guadagnando terreno tra le corsie dei supermercati.
La qualità prima di tutto
Durante la spesa al supermercato, quello che la maggior parte degli ACmakers dell’inchiesta guarda più spesso sull’etichetta dei prodotti confezionati è la data di scadenza (e questo è un bene in chiave antispreco), poi la lista degli ingredienti (e questo è un bene per sapere esattamente ciò che si sta acquistando). Un’attenzione che pochi, invece, riservano anche ai loghi delle certificazioni. Eppure per ora restano lo strumento più comodo e rapido per sapere se un prodotto è più o meno sostenibile, cioè se rispetta determinati requisiti etici/ambientali di produzione e/o commercializzazione.
Che l’impatto etico e/o ambientale di un prodotto non sia ancora in cima alla lista delle preoccupazioni di chi sta facendo la spesa è dimostrato anche dal fatto che i principali criteri che guidano nella scelta di un prodotto sono la qualità e la sicurezza. Poi la salute, il prezzo e il packaging. E la sostenibilità? Per i nostri ACmakers arriva dopo.