EDITORIALE
Altrodigitale

Governare l’intelligenza artificiale senza lasciare indietro nessuno

Dalle regole europee alle riflessioni di Papa Leone XIV, il dibattito sull’intelligenza artificiale riguarda sempre più la vita delle persone. Perché la competitività e lo sviluppo tecnologico hanno valore solo se i loro benefici sono accessibili e distribuiti in modo equo.

15 giugno 2026
Alessandro Sessa

Alessandro Sessa

direttore editoriale Altroconsumo

famiglia a cena con lo smartphone

Se il Papa ha deciso di dedicare la sua prima enciclica all’intelligenza artificiale, significa che la questione è davvero seria. Il contributo di Leone XIV, comunque la si pensi, è molto profondo ed evidenzia come l’uso dell’IA non sia mai un fatto puramente tecnico, ma tocchi diritti, opportunità, libertà. In altre parole, la vita delle persone. Non a caso l’enciclica ha un titolo molto significativo, “Magnifica Humanitas”.

L’attenzione agli aspetti umani è la stessa che, qualche settimana fa, Altroconsumo ha messo in evidenza nel corso dell’audizione in Parlamento sul Digital Omnibus, la proposta di regolamento europeo che prova a chiarire come far convivere lo sviluppo tecnologico con normative specifiche, come Gdpr e AI Act.

La domanda che conta non è solo come far funzionare al meglio le cose, anche perché, in un ambito come questo, le regole sono costrette a inseguire una realtà che corre molto più forte. La cosa importante è garantire che i benefici di queste innovazioni, e gli strumenti di tutela che richiedono, siano larghi, diffusi e distribuiti a beneficio di tutti. Non servono norme che introducano puri adempimenti formali, ma che siano in grado di evitare nuovi privilegi e benefici soltanto a chi ha le competenze e le risorse per accedere ai nuovi strumenti.

Nel digitale e non solo, la sfida della competitività (cruciale in questo momento storico) e quella della tutela dei cittadini devono andare di pari passo. Per raggiungere questi obiettivi, l’intervento pubblico è necessario, come ha sottolineato di recente anche il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nelle sue Considerazioni generali. Ma tutti devono fare la loro parte, per indirizzare nel modo migliore (e in senso “umano”) una rivoluzione tecnologica che riguarda tutti noi.