Le parole sbagliate feriscono come pugni.

Non usiamole.

E chiediamo alle istituzioni di non farlo.

 

Firma la petizione per eliminare il linguaggio discriminatorio dai documenti ufficiali e sostituirlo con parole che riconoscano la dignità e rispettino ogni persona.

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Ecco perchè questa petizione è importante.

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Il linguaggio influenza la percezione
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Parole giuste significano rispetto vero
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Il modo di esprimersi cambia la cultura

Non è solo una parola. È sostanza.

Ancora oggi, termini superati e non inclusivi vengono utilizzati nei documenti ufficiali da ministeri, enti pubblici e amministrazioni locali.

La parola “handicap” appartiene a un altro secolo. Porta con sé un’idea di assistenzialismo, pietà ed esclusione, proprio mentre le nostre leggi indicano chiaramente la direzione opposta.

Eppure, nel 2026, questo termine compare ancora in moduli e documenti pubblicati dalle istituzioni che dovrebbero garantire l’uguaglianza.

La legge 104/92 (che si occupa della disabilità e delle persone con disabilità) è stata modificata nel 2024 proprio per indicare una terminologia corretta e rispettosa da usare su documenti e in situazioni ufficiali.

Scegliere le parole giuste è il primo, più semplice atto per riconoscere la dignità di una persona.

Se una parola è sbagliata, cambiamola insieme.

Le parole hanno un loro peso e dicono tanto della società che vogliamo costruire, se all’insegna dell’indifferenza o dell’inclusione.

Noi scegliamo l’inclusione e vogliamo attivarci anche insieme a te per far evolvere la grammatica della dignità nel nostro Paese. Ogni parola conta e ogni firma conta.

Nei documenti Inps, e ne siti di altri enti pubblici, si fa ancora uso del termine "handicap", che non andrebbe utilizzato perché poco inclusivo. Le parole sbagliate feriscono come pugni. Non usiamole. E chiediamo alle istituzioni di dare il buon esempio.

Siamo la principale Organizzazione di consumatrici e consumatori e da 50 anni difendiamo i loro diritti. Oggi rilanciamo il nostro impegno per promuovere una nuova responsabilità di individui, imprese e istituzioni. Per comprare meglio, per agire meglio, per vivere meglio. Nel rispetto dei diritti, delle diversità, dell'ambiente. E di chi verrà dopo di noi.