Non è solo una parola. È sostanza.
Ancora oggi, termini superati e non inclusivi vengono utilizzati nei documenti ufficiali da ministeri, enti pubblici e amministrazioni locali.
La parola “handicap” appartiene a un altro secolo. Porta con sé un’idea di assistenzialismo, pietà ed esclusione, proprio mentre le nostre leggi indicano chiaramente la direzione opposta.
Eppure, nel 2026, questo termine compare ancora in moduli e documenti pubblicati dalle istituzioni che dovrebbero garantire l’uguaglianza.
La legge 104/92 (che si occupa della disabilità e delle persone con disabilità) è stata modificata nel 2024 proprio per indicare una terminologia corretta e rispettosa da usare su documenti e in situazioni ufficiali.
Scegliere le parole giuste è il primo, più semplice atto per riconoscere la dignità di una persona.